Sabato 8 marzo, carduna, cicorie, garufi, vurranii …

tra scienza e gastronomia...

La Pro-Loco del nostro paese ha ravvivato l'attenzione degli isnellesi verso le cose di casa nostra con una iniziativa di grande spessore gastronomico-culturale: Il convegno sulle verdure selvatiche.

Artefici dell’evento  il Presidente Mimmo Cirincione e tutto il direttivo dell’associazione nonché un buon numero dei circa 100 soci.

L’organizzazione si è avvalsa dell’importante contributo del Prof. Rosario Schicchi, vicepresedente dell’Orto Botanico della Facoltà di Scienze di Palermo, della non meno importante esperienza teorico pratica del Sig. Vincenzo Lusignolo,

della collaborazione degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Cefalù, diretto dal Dirigente Prof. Giuseppe Riggio, guidati dall’ottimo professore di cucina di quella scuola Prof. Mario Fiorino e da tutti i ristoratori di Isnello.

La circolarità e l’unione delle varie risorse umane, culturali e sociali alle quali l’Amministrazione comunale ha dato l’adesione concedendo l’aula consiliare, fa capire che il nostro piccolo paese potrebbe voltare pagina in direzione di uno sviluppo possibile, mettendo insieme le capacità umane e quanto di genuino, salutare, unico e particolare offre il territorio. Mi riferisco alle potenzialità culturali, paesaggistiche, ambientali, naturalistiche, ricettive, sportive e non ultime quelle gastronomiche; tutte rivolte verso un’azione che dovrebbe tendere a realizzare l’obiettivo di un turismo che sia volano  e motore per il vero progresso del nostro paese e opportunità reali per i giovani. Alla presenza di  numerosi cittadini isnellesi e di altri provenienti da paesi vicini,  il convegno ha avuto inizio con un breve intervento del Sindaco Mogavero  a cui è seguita la relazione sulle piante erbacee commestibili presenti nel territorio del Prof. Schicchi. Il Docente, scorrendo le belle diapositive del suo archivio,  con chiara e colta affabulazione, ha presentato le varie specie di vegetali, che superficialmente conosciamo, descrivendole minuziosamente  e arricchendo la presentazione con le preziosità e le proprietà salutistiche dei loro componenti nonché l’associazione ai toponomi locali e l’uso alimentare delle stesse specie da parte dei più anziani. 

“Asparagi di rizza”, “asparagi scupalini”, "asparagi di serpe", con proprieta depurative.

“Sinapi”, “borragine”, “salichi o giri”,  “purretti” che vivono in una forma di simbiosi con l’uomo nei vigneti e negli orti.

 

La “lattuchedda di San Giuseppi” dai bellissimi fiori violetti che, nei luoghi dove cresce, forma un tappeto erboso di grande spettacolarità ed ha un’azione rilassante facendo parte della famiglia delle valerianacee. I “purretti” ricchi di vitamine e di ferro  combattono la stitichezza svolgendo un’azione antisettica sia sull’apparato digerente sia sulle vie urinarie. Le nostre montagne sono generosissime. Si possono trovare i garufi o purrazzi gialli per il caratteristico e stupefacente fiore.

Si consumano prima della fioritura lessandoli leggermente e poi friggendoli in pastetta di farina. "L’Accilepre", le cui radici carnose e tuberose venivano consumate in tempi di carestia come le patate, oggi se ne nutrono i cinghiali che infestano tutto il territorio delle Madonie. Le foglie delle margheritine, prima della fioritura, si possono consumare come insalata o bollite. “Aprocchi di picurara”, consumati anch’essi prima della fioritura, vengono bolliti e, conditi con olio extravergine d'oliva e ricotta fresca, vanno amalgamati alla pasta.

La “Cicoria russa” che aumenta la secrezione lattea  negli animali e anche nelle mamme che allattano.  Cicoria manza, bianca, di carcatizzu o dente di leone, “ngrassatroi” o “chirchia di parrinu”. Le cicorie hanno caratteristiche di vario genere: aumenta la secrezione della bile e il deflusso della stessa nell'intestino; allontana dall’organismo sostanze nocive ed impurità, favorisce la secrezione delle urine. Una curiosità: le radici delle cicorie seccate, tostate e macinate venivano consumate, in sostituzione del caffè. Era noto noto come il “caffè di Prussia”.

 "A cardedda”, “i casesi” consumati, pare, solo a Isnello.

 

Questi ultimi hanno una specificità particolare che potrebbe costituire un elemento unico nella tradizione gastronomica madonita per il modo di prepararli; sono ottimi antipasti. Poche foglie di “lingua di cani”  vanno aggiunte nella minestra maritata per darle un particolare sapore. Le ortiche di diverse specie sono rinfrescanti ed emollienti. Si consumano bollite e sostituiscono onorevolmente gli spinaci. Piante che in questo periodo caratterizzano i bordi stradali e le campagne abbandonate sono i “carduna sarvaggi”. La pianta si consuma pulendo le foglie dalle spine e cucinando solo la nervatura centrale. Come sapore e qualità è superiore al carciofo coltivato per la presenza, in quest’ultimo, degli antiparassitari. Ha proprietà diuretiche, depurative, favorisce il deflusso della bile nell’intestino, diminuisce il tasso di colesterolo nel sangue, aiuta la digestione, svolge un’azione di protezione del fegato. Altre piante con proprietà simili sono “i scoddi”; si consumano prima della fioritura. "I napordi” hanno proprietà simili al cardo selvatico ma se si consumano crudi provocano meteorismo e gonfiore di stomaco.

I semi di faggio ,dal sapore tra la noce e il mandorlo, si possono utilizzare per preparare un ottimo pesto di faggio. Altre piante selvatiche commestibili e ricche di sostanze attive per l’organismo, presenti nel territorio, sono "i vurranii",  la giuggiulena, l’occhio di pernice, la spezzaquartara, "u criscioni", ecc…

Infine la pianta del “basilisco” che ha riflessi importanti sulla zootecnia. Il latte e le carni di animali mucche, capre, pecore alimentati con piante di basilisco hanno sapore e gusto eccellente. Nell’abitat del basilisco cresce l’omonimo prelibatissimo fungo. Alla relazione è seguito l’intervento di Vincenzo Lusignolo il quale ha presentato il campionario di erbe raccolte dai volontari della Pro-Loco

e infine Il Presidente Mimmo Cirincione ha ringraziato tutti i presenti e quanti, con il loro contributo, hanno permesso la buona riuscita dell’iniziativa.

Nei locali dell’associazione è seguita la degustazione delle variegate e gustosissime verdure preparate, in vari modi, dai ristoratori locali,

accompagnate dal profumato pane di tumminìa lavorato dal  panificio dei fratelli Badamo.

Torna all'inizio
Powered by Sidhe-art - Website Baker